Società

 La Storia
Il calcio nacque nel 1866.
La porta con pali e traversa in legno venne nel 1875 e i giocatori all’occorrenza erano tutti attaccanti e tutti difensori.

Il portiere deputato a difendere la porta venne inventato nel 1871 e aveva il privilegio di poter toccare la palla con le mani nella propria metà campo.

Nel 1891 fu inventata la “dannazione del portiere” il rigore che veniva decretato per un fallo particolarmente grave in qualunque parte del campo fosse compiuto.

Solo nel 1901 fu disegnata l’area di rigore e dentro questa area nel 1913 fu confinato l’uso delle mani da parte del portiere.

Da qualche tempo erano già state studiate alcune strategie di gioco e stabilito che la ragione del calcio era far gol e all’inizio c’era stato uno schieramento in campo del tipo 1-1-8 e più precisamente con il portiere, un uomo davanti a lui, un altro a centrocampo e gli altri tutti in avanti.

Si facevano gol a valanga ma altrettanti se ne prendevano così si pensò di difendere meglio il povero portiere posizionando due uomini davanti a lui, una linea mediana composta da tre calciatori e cinque attaccanti, era il metodo “in embrione”.

Il metodo funziona così: davanti al portiere ci sono due terzini che marcano le ali, il centromediano diventa “stopper” e marca il centravanti avversario i due mediani formano con i due interni un quadrilatero da cui nascono le idee per l’attacco.

Il portiere impara così a spostarsi, a studiare il piazzamento, a lasciare la linea di porta quando un avversario sfugge ai propri difensori.

Con la Svizzera nel 1938 nasce il “catenaccio” strategia prettamente difensiva e trova la sua consacrazione nel 1950 con l’Uruguay e poi con l’Ungheria verrà il doppio Centravanti schema che farà un Ungheria fortissima.

Negli anni ’70 l’Olanda introduce uno schema nuovo del “Calcio Totale” con niente libero e quattro difensori in linea “due terzini sulle fasce e una coppia centrale” come estremo baluardo prima del portiere e il fuorigioco come arma per fermare gli avversari.

E’ qui che il portiere deve mutare metodo imparando a proteggersi dalle incursioni di chi è sfuggito al fuorigioco, deve abituarsi ai tiri da lontano, deve sapere giocare con i piedi impostando a sua volta azioni , in pratica, fa da portiere e da libero.

Siamo già a oggi con “la zona” o la “zona mista” che ha conquistato tutti dove il portiere ha tre grandi compiti:
1° evitare il gol in quanto è l’unico giocatore che non può permettersi di sbagliare dando così la sicurezza a tutta la squadra;
2° riavviare l’azione;
3° dirigere e comandare i compagni della difesa perché grazie alla sua ubicazione sul campo ha una visione di gioco ben maggiore dei suoi compagni.